A Cortina d'Ampezzo, San Vito, Lorenzago e Vigo di Cadore

19 gennaio: festa della Madonna della Difesa

Un antico voto alla Madonna

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

In alcune comunità della nostra diocesi il 19 gennaio significa “Festa di voto” o “festa della Difesa“. Non solo a Cortina d’Ampezzo, ma anche a San Vito, a Lorenzago e a Vigo di Cadore, paesi in cui sorge una chiesa detta appunto “della Difesa”. E’ un voto che ricorda un’antica e insperata salvezza, lo scampato pericolo da un’invasione, in cui la fede popolare vide l’intervento di Maria Vergine. Quando? La tradizione consolidata lo fissa nel 1412, altre ancor prima. Non è qui il luogo per dirimere questioni storiche.

A Cortina la Messa solenne è stata presieduta, come da tradizione, dal Vescovo diocesano, insieme al parroco don Ivano Brambilla, al cooperatore don Giuseppe Pedandola (da poco rientrato dall’America Latina), ai frati minori del convento della Difesa. La Messa è stata resa ancor più solenne da una folta presenza di fedeli, di cui alcuni nell’abito tradizionale, e dal canto della Schola Cantorum: in prima fila – come da tradizione – le autorità comunali, la deputazione delle Regole d’Ampezzo e una rappresentanza delle forze dell’ordine.

All’inizio il parroco ha salutato il Vescovo e i presenti, ricordando che è «un dovere per noi riscoprire le nostre radici, andare indietro nel tempo, per capire chi siamo. Vogliamo ricordare quell’evento di tantissimi anni fa, non come un’arma da fuoco per ferire, ma come la parola di Dio da seguire». Di fronte a un’immagine della Vergine che porta in mano una spada, il parroco riprendeva la risposta che il Vescovo aveva dato poco prima al giornalista de “Il Gazzettino”, in cui il Vescovo aveva evidenziato il riferimento biblico in cui la spada diventa immagine della «Parola di Dio che penetra nel profondo della nostra vita e lì misteriosamente opera per un discernimento che ci porta alla conversione e a scegliere il bene (cfr. Eb 4,12). Ancora, «la Parola di Dio, come l’evangelista Giovanni fa dire a Gesù nell’ultimo discorso prima della passione, ci purifica. L’accostamento a Maria si fa immediato, in forza della Parola del Vangelo proclamato» duranta la celabrazione, dove Gesù dice: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica».

Durante l’omelia il vescovo Renato ha salutato i presenti alla ricorrenza, la comunità cristiana e tutta la realtà civile, indicando loro la responsabilità di essere come Giuditta – l’eroina ebraica della prima lettura – responsabilità che la investe non solo negli “individui”, ma in tutti, per essere popolo. «Ognuno porta dentro di sé la dimensione di popolo a cui appartiene. Nessuno trae vita da sè, ma prima di contribuire alla propria crescita ha accolto la vita che gli è stata “trasmessa” da una famiglia, da un contesto di popolo. Come Giuditta ognuno di noi impara a diventare popolo, umanità. Particolarmente Cortina d’Ampezzo ha molti motivi per vivere questa dinamica, visto che essa è “sentinella”, con un ruolo pubblico che la proietta oltre la dimensione locale», come anche in questi giorni di manifestazioni sportive sta succedendo.

Infine il Vescovo ha formulato un augurio alla comunità ampezzana: Mi piacerebbe poter usare per la comunità cristiana di Cortina le stesse parole dette da Gesù in riferimento a Maria: “Beati voi perchè siete in ascolto della Parola di Dio” e perché ogni giorno ricomincia il vostro desiderio e impegno a metterla in pratica».