Giornata per il dialogo cristiano islamico

«Costruiamo una sola umanità»

Centro Giovanni XXIII, sabato 24 ottobre, dalle ore 15.30 alle ore 17.30

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

«Fratelli tutti, costruiamo una sola umanità» il titolo della Giornata per il dialogo cristiano islamico che sarà vissuta a Belluno-Feltre con qualche giorno di anticipo rispetto alla data del 27 ottobre, scelta diciannove anni fa per la cadenza annuale di questo appuntamento, nel giorno in cui, in un lontano ma indimenticabile 1986, ad Assisi san Giovanni Paolo II e i rappresentanti delle varie confessioni cristiane e religioni si radunarono per pregare assieme per la pace. Il titolo bellunese, individuato dal gruppo di musulmani e cristiani che organizza la giornata aggiunge allo slogan nazionale «Costruiamo una sola umanità» (www.ildialogo.org) la citazione dell’ultima enciclica di papa Francesco.

Una sola umanità

«Fratelli tutti», firmata, ancora una volta, ad Assisi e diffusa il 4 ottobre è il frutto di una lunga storia. Già il Concilio Vaticano II sanciva l’unità dell’umanità: il proemio di Dignitatis humanae fa consistere l’unità del genere umano nell’unica origine e nell’unico fine, il disegno di salvezza di Dio. Nel 2020 quest’unità della famiglia umana risulta minata da pericoli di cui il primo capitolo di «Fratelli tutti» fa un ritratto tanto veritiero quanto drammatico: l’aprirsi al mondo da valore universale a obiettivo fatto proprio dal mercato e respinto dalle culture, che si frazionano in mille particolarismi, la fine della coscienza storica, un mondo senza progetto, in cui i diritti umani non sono riconosciuti uguali per tutti; e il conflitto e la paura che attanagliano intere popolazioni.  Con un atteggiamento che però desidera dare voce a tanti percorsi di speranza (n. 54-55), il Papa assume lo sguardo del buon samaritano – il commento alla parabola costituisce il secondo capitolo dell’enciclica: non volge lo sguardo altrove dalle piaghe di chi è stato assalito dai briganti, ma le sa riconoscere per chinarsi su di esse e curarlo. Nell’ultimo capitolo, il Papa dà alle religioni il ruolo di essere al servizio della fraternità nel mondo, sulla base di un testo, ancora una volta, di Giovanni Paolo II: «Se non esiste una verità trascendente, obbedendo alla quale l’uomo acquista la sua piena identità, allora non esiste nessun principio sicuro che garantisca giusti rapporti tra gli uomini» (Centesimus annus). E ancora: «Cercare Dio con cuore sincero, purché non lo offuschiamo con i nostri interessi ideologici e strumentali, ci aiuta a riconoscerci compagni di strada, veramente fratelli» (n. 273).

A Belluno-Feltre

A riflettere sul tema, grazie al collegamento su piattaforma, saranno Michele Zanzucchi, del Movimento dei Focolari, già direttore della rivista «Città Nuova» e del sito www.cittanuova.it è docente di comunicazione all’università Sophia di Loppiano e alla Pontificia Università Gregoriana, oltre che autore di una quarantina di volumi. Con lui Adnane Mokrani, tunisino di origine, docente aggregato di missiologia alla Pontificia Università Gregoriana. Si collegheranno on line dalle loro residenze con la sala teatro del Centro diocesano «Giovanni XXIII», dove l’incontro sarà aperto a tutti dalle ore 15.30 alle ore 17.30 di sabato 24 ottobre. è però necessaria l’iscrizione, come le norme attuali prevedono, alla mail ud.ecumenismo@chiesabellunofeltre.it oppure con un messaggio Whatsapp al num. 333 6782427

don Giuseppe Bratti