Devozione diffusa nel secolo scorso, ora meno praticata.

Sacratissimo Cuore di Gesù: la realtà prima dell’immagine

La statua raffigurante il Sacro Cuore di Gesù è collocata in molte nostre chiese. L’immagine era collocata anche nelle case, in posto di rilievo

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Festa liturgica e devozione popolare.

La festa liturgica ora denominata “Sacratissimo Cuore di Gesù” è fissata nel calendario liturgico da noi in uso, nel venerdì che segue la seconda domenica dopo la Pentecoste. Questo la rende una festa “mobile” che varia nel calendario in relazione alla data della Pasqua.

Il suo significato è ben riassunto nel documento Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Al n. 166 si afferma: «…Intesa alla luce della divina Scrittura, l’espressione “Cuore di Cristo” designa il mistero stesso di Cristo, la totalità del suo essere, la sua persona considerata nel suo nucleo più intimo ed essenziale: Figlio di Dio, sapienza increata; carità infinita, principio di salvezza e di santificazione per l’intera umanità. Il “Cuore di Cristo” è Cristo, Verbo incarnato e salvatore, intrinsecamente proteso, nello Spirito, con infinito amore divino-umano verso il Padre e verso gli uomini suoi fratelli”.Con il culto al Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa Cattolica intende onorare il Cuore di Gesù Cristo, uno degli organi simboleggianti la sua umanità, che per l’intima unione con la Divinità, ha diritto all’adorazione e l’amore del Salvatore per gli uomini, di cui è simbolo proprio il Suo Cuore. Questa è la realtà di base oggetto della adorazione e della celebrazione da parte della Chiesa e dei fedeli».

Una base teologica radicata nell’antichità cristiana, approfondita nel Medioevo, diffusa particolarmente nei secoli XVI e XVII. La festa venne fissata per tutta la chiesa nell’anno 1856 da papa Pio IX.  Nel sec. XVIII il culto fu ostacolato, soprattutto in riferimento al cuore di carne, immagine ampiamente ripresa comunque nella iconografia popolare. Con l’azione di alcuni Santi, la devozione al Sacro Cuore si diffuse e si radicò nella chiesa cattolica specie in occidente. Tra questi ricordiamo san Francesco di Sales (+1622), san Giovanni Eudes (+1680), snm Claudio la Colombiere (+1682), santa Margherita Maria Alacoque (+ 1690). Anche san Giovanni Bosco (+1888) e altri santi moderni furono insigni apostoli della devozione al Sacro Cuore. I papi Leone XIII, Pio XI e Pio XII con loro encicliche hanno ratificato ed incoraggiato il culto al Sacro Cuore di Gesù.

S.Margherita Maria Alacoque

Le visioni mistiche di santa Margherita Maria Alacoque, monaca francese, vissuta solo 43 anni, hanno dato un forte incremento alla devozione al Sacro Cuore. A lei il Signore rivelò ripetutamente le ricchezze del suo cuore, pieno di amore e di misericordia per l’umanità. Da queste visione comunicate dalla santa hanno avuto origine anche le raffigurazioni iconografiche del Sacro Cuore. Quadri religiose e statue ne sono una abbondante e variegata testimonianza. La pratica della Comunione il primo venerdì di ogni mese ha avuto origine da una di queste visioni mistiche.

Testi liturgici e della pietà popolare

Il Messale attualmente in uso, presenta tre serie di preghiere per la Messa e un prefazio. Anche le letture scelte per la Liturgia della Parola dei tre formulari (A – B – C) presentano e garantiscono gli aspetti più autentici di questa celebrazione e una base genuina alla devozione del Sacro Cuore. Viene richiamata la attenzione dei fedeli al grande dono d’amore di Cristo per noi, oltre all’aspetto della riparazione per la ingratitudine dei peccatori, spesso sottolineata dalla devozione popolare.  La variazione di sensibilità viene ricordata dal Direttorio.“La pietà popolare tende ad identificare una devozione con la sua rappresentazione iconografica. Ciò è un fatto normale, che ha senza dubbio aspetti positivi, ma può anche dar luogo ad alcuni inconvenienti: un tipo iconografico, non più rispondente al gusto dei fedeli, può condurre a un minor apprezzamento dell’oggetto della devozione, indipendentemente dal suo fondamento teologico e dai suoi contenuti storico-salvifici. Così è avvenuto per la devozione al Sacro Cuore: certe immagini di tipo oleografico, talvolta sdolcinate, inadeguate a esprimere il robusto contenuto teologico, non favoriscono l’approccio dei fedeli al mistero del Cuore del Salvatore. Nel nostro tempo è visto con favore l’orientamento a rappresentare il Sacro Cuore rapportandosi al momento della Crocifissione, in cui si manifesta in sommo grado l’amore di Cristo. Il Sacro Cuore è Cristo crocifisso, con il costato aperto dalla lancia dal quale scaturiscono sangue ed acqua (cf. Gv 19, 34)» (Dir 173). Torneremo a parlare delle pratiche della devozione popolare al Sacro Cuore.

Giuliano Follin