La prima edizione di don Mario Carlin è stata integrata da don Francesco De Luca

Un libro per i 25 anni del Santuario

La presentazione venerdì 9 agosto sul Nevegal

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Venerdì 9 agosto presso il Santuario del Nevegal si è tenuta la presentazione della seconda edizione del libro “Il Santuario Maria Immacolata Nostra Signora di Lourdes”. La nuova edizione del testo, curata da don Francesco De Luca, attuale rettore del Santuario, integra e completa la prima edizione, scritta nel 2001 da don Mario Carlin, una penna brillante, nonostante le sue 94 primavere che lo rendono decano del nostro presbiterio diocesano. A presentare il volume è intervenuto don Davide Fiocco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della comunicazione e della cultura.

Il volume, già nella prima edizione, voleva presentare in uno stile piano e leggibile la storia e la struttura del Santuario, auspicato ancor nel 1973 da mons. Muccin e poi realizzato negli anni 1991-1995 da mons. Ducoli. Don Davide ha evidenziato anche il contesto naturalistico del Nevegal, i suoi ampi panorami, spesso sconosciuti a tanti bellunesi. Alla bellezza del luogo si è aggiunta 25 anni fa la bellezza architettonica di una nuova chiesa: una chiesa tipicamente conciliare che manifesta la volontà di riunire l’assemblea attorno all’altare, riunire attorno a Cristo un unico popolo, formato da individui con ruoli diversi ma con la medesima importanza.

Significativa è anche la strada che porta alla grotta dove troneggia la statua di Maria; anzi, corregge don Piero dall’Amico, il percorso è inverso: Maria indica e accompagna i fedeli all’incontro con Gesù. Altra peculiarità del Santuario, richiamata dal volume, è la bellezza dei mosaici di padre Ugolino da Belluno: se nel rosario si contemplano i misteri, davanti ai mosaici la contemplazione è ispirata anche dall’arte.

Nei due capitoli aggiunti dalla mano di don Francesco, traspare con immediatezza la sensibilità liturgica dell’autore. La liturgia infatti è comunicazione ricca di simboli. E così, don Francesco completa la prima edizione di Carlin con un focus sui numerosi simboli che ornano il Santuario, che solo un occhio attento sa cogliere, a cominciare dalla geometria simbolica; ancora don Francesco richiama lo sguardo dei lettori e dei visitatori a porre attenzione alla meraviglia creata dalla luce che penetra nella chiesa.

Il presentatore è colpito in particolare da una frase, scrive l’autore: «il santuario non si impone al visitatore», si deve scegliere di entrare. Commentando questa frase, don Davide ricorda un aneddoto riferito a mons. Ablondi, il quale, ormai anziano, durante una celebrazione della cresima, interrogò i cresimandi chiedendo loro quale luogo della chiesa fosse il più importante. Dai ragazzi uscirono le migliori risposte, ma nessuna soddisfaceva il vecchio monsignore, il quale infine sbottò: «La porta!». Eh sì, la porta perché è il luogo dove avviene la scelta. Per entrare nel Santuario del Nevegal – ha continuato don Davide – si cerca la porta, ma ci si trova innanzitutto coperti da un velo, la cui simbologia è volutamente mariana. E’ lei la porta del Cielo, ianua caeli.

Da ultimo, don Francesco ha dedicato diverse pagine al ricordo delle persone che in questi 25 anni hanno curato la vita del Santuario: i sacerdoti, il diacono, le suore e i volontari senza i quali spesso non sarebbe possibile realizzare molte idee [E.P.].