Può sembrare una piccola cosa, ma per noi è un vero miracolo

Un canto di Natale

Una collaborazione tra i volontari della cappellania, la Caritas diocesana e una parrocchia di Treviso

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Tempo di Avvento, tempo di luce, speranza e amore, e la storia che desideriamo condividere è proprio una storia d’amore che si snoda tra Treviso e Belluno, una storia fatta di volti, di incontri, di tempo donato e condiviso.

Tutto inizia dall’incontro con Giuliana della parrocchia di San Bartolomeo a Treviso, che ci parla di un’iniziativa che nella sua parrocchia è portata avanti da diversi anni: alle persone della zona viene proposto in occasione del Natale di preparare delle borse-regalo per le persone del carcere di Treviso. Nell’invito c’è l’elenco degli oggetti che si possono mettere nelle borse (calzini, quaderni, prodotti per l’igiene, dolci) e, soprattutto, viene chiesto di scrivere un biglietto di auguri. Quest’anno la partecipazione è stata così numerosa che sono riusciti a soddisfare le esigenze di Treviso e sono rimaste più di cento borse e Giuliana propone di dare l’eccedenza alla casa circondariale di Belluno. Una proposta bellissima! Ognuno avrà un regalo fatto con il cuore da estranei che, però, li hanno pensati, hanno cercato gli oggetti permessi e hanno scritto il biglietto di auguri.

Don Alberto, cappellano della casa circondariale, ha contattato il diacono Francesco, presidente della Caritas diocesana, per organizzare il recupero dei pacchi e la consegna alla casa circondariale; la Caritas ha messo a disposizione il mezzo per andare a Treviso, i pacchi sono stati portati a Bolzano Bellunese presso la casa del diacono Francesco e quindi  consegnati al comandante della polizia penitenziaria che provvederà alla loro distribuzione nella casa circondariale.

Può sembrare una piccola cosa, ma per noi è un vero miracolo! Ci sono stati consegnati 120 pacchi, per cui 120 persone, che non conoscono il destinatario ma comprendono la sofferenza e la solitudine, hanno donato tempo e risorse per condividere un regalo con qualcuno dal quale non avranno nemmeno un grazie perché chi riceve non sa chi ha fatto il dono.

E poi, quante persone hanno partecipato perché questi pacchi potessero essere consegnati? Giuliana e don Francesco della parrocchia di San Bartolomeo, Giuliana della Caritas diocesana, il diacono Francesco, don Alberto, la direttrice, il comandante e gli agenti della polizia penitenziaria! In questi pacchi il valore più grande è tutto l’amore che è stato impiegato per confezionarli e portarli a destinazione! C’è un aforisma che recita “fa più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce”, in questa iniziativa abbiamo sentito la foresta che cresce!

Angelo e Maria