Qualche sera fa rientravo dal Comelico attraversando poi il Cadore. Ero attratto dalle mille piccole luci che splendevano nel buio delle ultime ore di quel giorno. Ammirato di questo paesaggio ormai immerso nella notte ma brulicato di tanti punti luminosi, mi sono detto: sembra tutto un “presepio”!
Immagino proprio così il Natale, in questo fine d’anno che ancora non ci offre la luminosità della pace nel mondo: un brillare di innumerevoli lucignoli sparsi dappertutto. Sembrano prevalere le tenebre che producono la notte, ma in seno ad esse sono accese già un’infinità di fiammelle.
Il Natale, come buona e lieta notizia, è annunciato con questi stessi simboli nei Vangeli: «La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (Gv 1,5).
Penso che Il mio sguardo non poteva che cercarli per lasciarsi sorprendere ulteriormente. Era un disegno di fuochi che spuntavano qua e là, a volte addensandosi, spesso precipitando nel buio che pareva conquistarli e avvolgerli.
Ed ecco, possiamo raccontare che il Natale del Signore ha acceso dappertutto scintille di luce. Ci siamo anche tutti noi, umanità brancolante nell’oscurità, ma già raggiunta da piccole e umili luminosità, che veicolano una promessa di luce infinita: «Veniva nel mondo la luce vera quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). E con tutto questo «ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1,12).
Nell’Anno Giubilare che in queste ricorrenze natalizie si compie, ci siamo allenati come “pellegrini di speranza”. Non siamo giunti alla meta, ma siamo addestrati a sperare “di luce” e “nella luce”.
Certamente per noi cristiani questa luce ha un nome: Gesù, «egli infatti salverà il suo popolo» (Mt 1,21). Nella preghiera liturgica, in questi giorni di Avvento, egli è stato chiamato «primogenito di una moltitudine di fratelli e sorelle». Ma come la luce che, accesa e splendente, non si fa esclusiva e non si contorce in se stessa, il suo illuminare si sparge ovunque e raccoglie raggi di luce ovunque possano insorgere e irradiarsi.
È il Natale di Luce che ci convoca tutte, tutti e tutto a sperare: diamo e diamoci Luce, tutta quella che scopriamo e intravediamo, che riceviamo e portiamo, che accendiamo e riconosciamo!
Natale 2025
+ Renato, vescovo
