Proponiamo questa preghiera da vivere nelle chiese della nostra diocesi anche nelle proprie case. Sarebbe bello unirci tutti nello stesso momento, venerdì 9 gennaio 2026 alle ore 20.30. La preghiera può essere arricchita da alcuni canti, da momenti di pausa e silenzio, dall’accensione di alcune candele; le varie parti si possono dividere tra i partecipanti. Ad accompagnare questo momento possiamo mettere una candela accesa alla finestra delle nostre case, sul balcone, in giardino, candela che potrebbe ardere tutta la notte.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca canterà la tua lode.
Dio, fa’ attento il mio orecchio
perché ascolti la tua parola.
Così parla il Signore Dio: Consolerò il mio popolo in lacrime metterò sulle sue labbra «pace, pace ai lontani e ai vicini».
Proviamo a fare alcuni «passi di pace»: compiendoli insieme agli altri, contiamo di passare almeno «dalla paura alla fiducia». Vogliamo unire le nostre voci nella preghiera. In tante chiese della nostra diocesi e in tante case ci ritroviamo assieme in questa ora, per invocare la pace: il Signore, principe della pace, ci doni di viverla nella nostra vita e ci conceda di vederla realizzata nel mondo.
PREGHIERA ATTRIBUITA A SAN FRANCESCO
Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, che io porti l’amore;
dove è offesa, che io porti il perdono;
dove è discordia, che io porti l’unione;
dove è dubbio, che io porti la fede;
dove è disperazione, che io porti la speranza;
dove sono tenebre, che io porti la luce;
dove è tristezza, che io porti la gioia.
O Signore, fa’ che io non cerchi tanto
di essere consolato, quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Perché è dando che si riceve,
è perdonando che si è perdonati,
è morendo che si risorge alla vita eterna.
Seduti preghiamo con i SALMI
Antifona: Abbiate lo zelo come calcatura ai piedi
per diffondere il vangelo della pace. (cfr. Ef 6,15)
SALMO 120
Nella mia angoscia io grido al Signore
ed egli mi risponde
liberami, Signore, dalle labbra bugiarde
dalla lingua ingannatrice.
Povero me, che vivo da emigrante
tra tende straniere;
ormai da troppo tempo io vivo
con chi odia la pace
io sono pace e la annuncio
essi sono per la guerra.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona: Abbiate lo zelo come calcatura ai piedi
per diffondere il vangelo della pace. (cfr. Ef 6,15)
Antifona: Ascolterò cosa dirà in me il Signore Dio
proclamerà la pace al suo popolo
ai suoi santi, a chi converte a lui il cuore.
SALMO 85
Sei stato buono, Signore, con la tua terra,
hai ristabilito la sorte di Giacobbe.
Hai perdonato la colpa del tuo popolo,
hai coperto ogni loro peccato.
Non tornerai tu a ridarci la vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona: Ascolterò cosa dirà in me il Signore Dio
proclamerà la pace al suo popolo
ai suoi santi, a chi converte a lui il cuore.
LETTURA BREVE
Ascoltiamo la Parola del Signore dal Vangelo secondo Matteo
Uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. Allora Gesù gli disse: «Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno». (Cfr Mt 26, 51-52)
Commento (letto ad alta voce o lasciato alla lettura personale in silenzio)
“Metti via la spada”. Disarma la mano e prima ancora il cuore: riaffermare la tanto agognata “pace disarmata e disarmante”. La pace è disarmata e disarmante. Non è deterrenza, ma fratellanza, non è ultimatum, ma dialogo. Non verrà come frutto di vittorie sul nemico, ma come risultato di semine di giustizia e di coraggioso perdono. Tale comando è, in primis, rivolto ai “potenti del mondo”, ai quali Leone XIV rivolge un’ulteriore esortazione: “abbiate l’audacia del disarmo!”. Ma l’invito si allarga a ciascuno, nella consapevolezza che non si può mai eliminare un fratello o una sorella in nome di un’idea, di una fede, di una politica. “Se non c’è pace in noi, non daremo pace”.
Soffermiamoci in silenzio
RESPONSORIO
Rit. Dio parlerà di pace al suo popolo
a chi ritorna al proprio cuore.
Dall’alto sarà effuso in noi lo Spirito
allora il deserto diventerà un giardino. Rit.
Il diritto prenderà dimora nel deserto
la giustizia regnerà nel giardino. Rit.
Opera della giustizia sarà la pace
suo frutto sicurezza e fiducia per sempre. Rit.
Il mio popolo abiterà l’oasi della pace
in dimore sicure, in abitazioni tranquille. Rit.
LETTURA BREVE
Ascoltiamo la Parola di Dio dal libro dell’Apocalisse:
La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.
Le nazioni cammineranno alla sua luce,
e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
Le sue porte non si chiuderanno mai.
Cfr Ap 21, 23-25
Commento (letto ad alta voce o lasciato alla lettura personale in silenzio)
La Gerusalemme del cielo è il sogno cui tendiamo, il sogno di Dio per noi. Si realizzerà appieno solo nella risurrezione, nell’avvento del Regno di Dio, ma già qui e ora possiamo cercare di vivere alla sua luce.
“Le sue porte non si chiuderanno”: le porte della città ci sono, ma non sono necessarie perché non ci sono più nemici, non c’è da temere perché a regnare sono la pace e la giustizia.
L’Agnello è la nostra lampada, la luce che ci guida è quella di colui che trionfa non calpestando gli altri, non usando la forza, ma nel dono di sé, nel credere fino in fondo alle promesse di pace del Padre.
Soffermiamoci in silenzio
RESPONSORIO
Rit. La pace di Cristo regni nei vostri cuori
perché ad essa siete stati chiamati.
Il Signore annuncia la pace,
la sua gloria abiterà la nostra terra. Rit.
Il Messia disarmi il suo popolo,
annunci la pace a tutte le genti. Rit.
I popoli che camminano nelle tenebre vedranno la luce,
saranno distrutti i segni della guerra. Rit.
LETTURA
Ascoltiamo la Parola di Dio dalla lettera di San Paolo agli Efesini (2,13 -22)
In Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
Soffermiamoci in silenzio
In piedi presentiamo le nostre preghiere di INTERCESSIONE
Preghiamo in pace il Signore
– egli ascolti la nostra preghiera.
Rit. Fa’ di noi testimoni di pace!
Signore, noi abbiamo sulle mani il sangue di tante guerre e i popoli non si danno ancora fraternamente la mano. Rit.
Signore, noi abbiamo assicurato il nostro benessere producendo armi e fornendole ai popoli poveri. Rit.
Signore, noi abbiamo lasciato nascere in noi pensieri e sentimenti che ci pongono gli uni contro gli altri. Rit.
Signore, noi ascoltiamo ogni giorno angosciati e impotenti gli echi della guerra che ancora è presente nel mondo. Rit.
Signore, guarda i nostri sforzi insufficienti ma sinceri, i nostri progetti di giustizia, e convertici alla pace. Rit.
Signore, ispira ai potenti di questo mondo il timore di te e metti sentimenti di pace nei cuori degli uomini. Rit.
Signore, ricordati di quelli che combattono contro la propria coscienza, di tutti i morenti, i sofferenti, le vittime della guerra. Rit.
Signore, venga il tuo regno di giustizia, di pace e di amore e la terra sarà piena della tua gloria. Rit.
SILENZIO E PREGHIERA CONDIVISA
Spazio di silenzio per la meditazione, per preghiere spontanee, per risonanze in cui riprendere le parole pregate.
Al termine del momento di silenzio e condivisione presentiamo insieme le nostre preghiere con le parole del PADRE NOSTRO.
Dio di misericordia, tu conosci i nostri bisogni
– con fiducia noi ti preghiamo
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
PREGHIERA FINALE
O Padre, creatore dell’universo, che guidi a una meta di salvezza le vicende della storia, concedi all’umanità inquieta il dono della vera pace, perché possa riconoscere in una gioia senza ombre il segno della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Il Signore della pace ci conceda lui stesso la pace sempre, in ogni maniera, e sia sempre con noi, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.
