OTTOBRE SPECIALE – Il direttore dell’Ufficio Missionario commenta il mese Missionario appena vissuto

“Battezzati e Inviati” nella missione della Chiesa

Prezioso è stato il contributo che ci è venuto dai nostri missionari che ci hanno offerto la loro esperienza

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Abbiamo appena concluso il Mese straordinario Missionario di ottobre, accompagnato a Roma dal Sinodo sull’Amazzonia. Come abbiamo vissuto noi questi momenti speciali, veri “kairòs” (occasioni favorevoli) per una nostra conversione?

Non voglio pensare che il mese sia stato soltanto un affaticamento in più per il moltiplicarsi delle iniziative; credo invece che sia stato un aiuto prezioso per ritrovare il nostro posto da “Battezzati e Inviati” nella missione della Chiesa, senza confini. Inviati qui fra la nostra gente e, con i nostri missionari, fino agli estremi confini della terra.

Abbiamo avuto per la prima volta la celebrazione dell’apertura del Mese Missionario col vescovo Renato presso il Santuario del Nevegal e la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale in Cattedrale per tutta la diocesi. C’è stata una bella giornata di condivisione fra giovani provenienti da varie esperienze di “uscita”, sia nelle missioni lontane, come in quelle vicine: una vera esperienza di comunione fra uffici pastorali diversi.

Abbiamo cercato di aiutare anche le comunità parrocchiali a porsi su questo orizzonte, diffondendo ogni settimana delle testimonianze missionarie.  Anche il pellegrinaggio con una cinquantina di preti a Limone del Garda, alla casa natale del fondatore dei Missionari Comboniani, Daniele Comboni, ha contribuito a riscaldare il nostro cuore col fuoco della Missione.

Prezioso è stato il contributo che ci è venuto dai nostri missionari, che ci hanno offerto la loro esperienza su tre punti che fanno parte degli Orientamenti diocesani di questi anni: una pastorale missionaria nel nostro quotidiano, la vita e il lavoro in équipe nelle parrocchie, il dialogo inter-religioso ed ecumenico. Ce li siamo sentiti proprio in casa i nostri missionari, anche se a distanza di migliaia di chilometri! Ed è bello che sia così, perché loro sono la punta di diamante della missionarietà della nostra Chiesa locale.

A livello Triveneto e Nazionale ci sono stati poi dei Convegni che ci hanno confermato, con testimonianze ed esperienze concrete, che ognuno di noi è una Missione e che, mettendoci insieme, abbiamo a disposizione una forza grande a servizio dell’umanità.

Non da ultimo, nel cuore del Mese Missionario si è celebrato a Roma il Sinodo Pan-amazzonico, per la necessità di affrontare la sfida ecologica ed evangelica proposta dall’Amazzonia alla chiesa e al mondo intero…

don Luigi Canal