Identico problema per mense e convitti

Emergenza sanitaria e scuole paritarie

Come far fronte alle spese fisse, mentre gli alunni sono a casa?

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Tra le problematiche relative al coronavirus c’è quella della chiusura delle scuole. Del tutto particolare, in questo contesto, è la problematica delle scuole materne paritarie: come far fronte alle spese fisse, che sono coperte dalle rette degli alunni, i quali però in questi giorni non ricevono alcun servizio? La posizione è riassunta così dalla Fism (Federazione italiana scuole materne) del Veneto, in un testo diffuso il 13 marzo: «In questo mese di marzo sarebbe opportuno sollecitare i genitori al pagamento integrale della retta a fronte di uno sconto da prevedere nel versamento di quella del mese di aprile». La Fism ha già preso contatti con l’Anci (Associazione nazionale dei Comuni) del Veneto per chiedere supporto economico per tutte le famiglie.

Di conforto in questo panorama è l’annuncio del 16 marzo della viceministra per l’istruzione Anna Ascani: la firma cioè di un decreto per cui contributi ministeriali sono erogati alle scuole paritarie di ogni ordine e grado, su una ripartizione a cura dell’Ufficio scolastico regionale in base a parametri che saranno comunicati, ma tra i quali un posto di prim’ordine sarà dato al sostegno degli alunni con disabilità.

Si avvicina a questo problema quello delle attività correlate alla scuola, come le mense e i convitti per gli studenti. È il caso dell’istituto «Sperti» di Belluno, le cui attività sono sospese dal 27 febbraio. Ai genitori è stata indirizzata una lettera il 10 marzo dal legale rappresentante, don Christian Mosca: «In questo momento, voi come famiglia  e noi come istituzione ci troviamo uniti ad affrontare una situazione di grossa difficoltà. Le istituzioni stanno vagliando le ipotesi per concordare forme di intervento che permettano di sostenere i costi ordinari. In attesa di queste misure, siamo a chiedervi di continuare a versare le rette mensili».

don Giuseppe Bratti