«Questa volta non vorrei soldi!»

Racconto missionario

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Sabato 23 marzo si è svolto, presso il Santuario del Nevegal, l’incontro conclusivo del Corso “Partenti per un’esperienza in Missione” di quest’anno. Nell’occasione, durante la celebrazione della Messa delle 18, sono state consegnate, dal nostro vescovo Renato, le Croci missionarie a ognuno dei partecipanti. Quello di seguire questi giovani, non è un incarico dato a me in prima persona, ma in considerazione del fatto che noi, dell’équipe del nostro ufficio, siamo, per usare un termine calcistico, “tutti in difesa e tutti all’attacco”, qualche volta partecipo anch’io agli incontri. In questa particolare occasione, d’accordo con mia moglie, ho pensato di esserci. La curiosità di vedere tante belle facce pulite di ragazze e ragazzi, ansiosi di andare a toccare con mano realtà ancora sconosciute, ci ha spinto a questa scelta. Ci siamo quindi presentati là e abbiamo così potuto seguire con interesse tutto l’incontro tenuto da Josè e Chiara, dell’Ufficio Missionario, dal giornalista Giambattista Zampieri (“come scrivere un diario”) e apprezzare, successivamente, l’intervento di don Ezio Del Favero, vicedirettore dell’Ufficio, già missionario in Costa d’Avorio per sette anni, imperniato principalmente sugli usi e costumi degli africani e sul modo di comportarsi con essi senza cadere in luoghi comuni ed essere magari anche offensivi. Ce ne andammo un momento prima degli altri e pensavamo che il pomeriggio missionario per noi fosse finito e invece…

Mentre stavamo attraversando il parcheggio del Santuario, di fronte a noi si materializza una persona: è un nostro conoscente il quale, ogni volta che c’incontra, non può esimersi dal dichiarare che gli piacerebbe fare quello che facciamo noi. “E’ un po’ il sogno della mia vita – esordisce – ma … sai com’è?” “No, non lo so … dimmelo tu!” Questo discorso me lo ha fatto tutte le volte che mi ha incontrato negli ultimi anni e, siccome la mia risposta è sempre la stessa, oggi si guarda bene dal tirar fuori i soliti luoghi comuni: privato della possibilità di parlarmi dei mutui da pagare, dei figli che hanno quasi trent’anni e non può lasciarli qui da soli, del suo lavoro che non gli da tregua, in sostanza di tutte quelle cose che termineranno fatalmente con la vecchiaia, ultima spiaggia per tutti quelli che avrebbero voluto fare qualcosa ma non l’hanno fatta. “Se adesso entri in Chiesa, vedrai un bel numero di giovani che fra poco partiranno. Aggregati anche tu, invece di andare in vacanza a Jesolo!” – gli suggerisco. L’abisso che ho scavato si allarga ulteriormente, la pausa si fa lunga, poi lui mette mano al portafoglio e mi consegna una ragguardevole cifra, accompagnandola con la frase: “Prendi questi, come vedi anch’io faccio qualche cosa per le Missioni!” Lo guardo negli occhi e concludo dicendogli: “Sei un uomo generoso… però devo dirti che proprio un mese fa, durante un affollato incontro, un missionario arrivato dal Sudamerica ha concluso con queste parole: gli aiuti sono indispensabili e quindi grazie, ma io questa volta non vorrei i vostri soldi, ma vorrei voi!”

Mario Bottegal