Il 21 settembre si aprirà il nuovo anno accademico

Si apre il terzo anno del nuovo ISSR

Aperte le iscrizioni in segreteria

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Sono aperte le iscrizioni all’Istituto superiore di Scienze religiose Giovanni Paolo I – Veneto Orientale (Issr) che vede unite nella proposta le diocesi di Treviso, Belluno-Feltre e Vittorio Veneto. Si aprirà così il prossimo 21 settembre il terzo anno di vita di questo nuovo istituto, nato dalla fusione dei precedenti di Belluno e Treviso-Vittorio Veneto.

Modulato secondo la prassi universitaria europea, che prevede la laurea dopo tre anni e la laurea magistrale dopo ulteriori due anni di specializzazione, l’Issr si propone alle tre diocesi coinvolte come un luogo di formazione di alto livello, rivolto soprattutto ai laici desiderosi di approfondire in maniera ampia e sistematica i contenuti della fede in tutti i loro aspetti, biblici, storici, dogmatici, in un confronto ampio e vivace con la filosofia, la cultura, l’arte e la letteratura del nostro tempo.

In questi anni si sono andati rafforzando la qualità e il livello di insegnamento, è cresciuta via via la par­tecipazione degli studenti (quest’anno oltre 250 tra frequentanti e fuori corso), si è raffinata la proposta formativa, arricchita da viaggi-studio, incontri, convegni, serate di presentazione di libri, settimane residenziali estive, concerti, per quanto possibile in dialogo con le comunità cristiane, ma anche con gli ambienti laici del nostro territorio.

Un mondo ricco e variegato, per certi versi anche inaspettato, che anima il chiostro del Seminario di Treviso, sede centrale delle lezioni, e quello del Seminario Gregoriano di Belluno, dove i corsi sono seguiti in videoconferenza.

Sette istituti in rete con Padova

Il nostro Issr fa capo alla Facoltà teologica del Triveneto che ha sede a Padova ed è uno dei sette Istituti disposti a rete nella nostra regione ecclesiastica che ha superato il rigoroso esame di qualità che in Italia ha recentemente portato al dimezzamento dei precedenti istituti, in quanto non sempre erano in grado di mantenere alto il livello della proposta. Il titolo di laurea magistrale è necessario per quanti intendono proporsi come insegnanti di religione nelle scuole ed è una delle motivazioni più importanti per quanti scelgono questo ciclo di studi, ma non è il solo; vi sono, infatti, anche persone desiderose di completare la propria formazione in vista di un più competente servizio ecclesiale, come anche altre semplicemente impegnate nel proprio cammino di ricerca di fede. Tutto questo comporta la presenza di studenti di ogni età, dal giovane appena maturato al pensionato che ha tempo e voglia di studiare. La proposta, a livello universitario, chiede un notevole impegno, soprattutto per gli studenti ordinari, ma può anche essere modulata in vario modo, secondo le esigenze di ciascuno, frequentando e dando gli esami da uditori, allungando dunque i tempi, ma vivendo tutto con maggiore tranquillità. L’orario serale (18.30-21.55, mentre il sabato è di mattina) è pensato per favorire i molti lavoratori. L’opinione davvero comune è che quando vi è il coraggio di buttarsi ci si accorge che ne vale davvero la pena.

don Alberto Sartori
(vicedirettore Issr “Giovanni Paolo I”)

 

TESTIMONIANZE VIDEO

 

ALTRE TESTIMONIANZE
1 – Diventare insegnante di religione

Il mio primo anno da matricola è appena passato. Ho scelto di frequentare l’Issr spinta dal desiderio di poter diventare insegnante di religione. Per me infatti questa figura ha un ruolo fondamentale a scuola: sono quelle persone adulte che i ragazzi vedono come un punto di riferimento con cui poter dialogare di tematiche attuali, dando voce ai propri pensieri e costruendo, tramite l’ascolto e il confronto, un pensiero maturo e personale. È per questo esempio che io stessa ho avuto alle superiori che ho deciso di “tuffarmi” in questa avventura. Non mi sono iscritta solo per diventare educatrice, ma anche per conoscere di più la religione con cui sono cresciuta, così da dare ai ragazzi un punto di vista cristiano della realtà. Riflettendo, infatti, su ciò in cui credo mi sono sorti molti dubbi: quale modo migliore di risolverli se non immergersi nell’approfondimento di questi studi? Così mi sono iscritta all’Istituto e, arrivata ormai alla fine dell’anno scolastico, devo dire che farei di nuovo la stessa scelta. Sono stata sorpresa perché ho trovato un gruppo classe veramente spettacolare. Infatti, come un’orchestra suona melodie meravigliose nonostante ogni strumento sia diverso dall’altro, così compagni di corso unici e professori disponibili e preparati sono riusciti a trovare una bella sintonia nonostante la varietà di età, idee e vite. Punti di vista differenti, ma tutti con lo stesso scopo: trovare risposte, o almeno riuscire a porsi le domande “giuste”. Giorno dopo giorno quelle persone e quelle aule sono diventate “casa” (probabilmente anche il fascino dei tramonti visti dal chiostro ha fatto la sua parte). Se anche ad altri interessa capire di più di “ciò che sta oltre le cose”, se le Sacre Scritture incuriosiscono e si desidera capire come la Parola di Dio entra nella vita di tutti i giorni, ebbene, questa sete di conoscenza può essere la spinta giusta per iniziare [Elisa Faggian].

2 – Frequentare in videoconferenza

L’idea di frequentare l’Istituto si è fatta avanti già negli ultimi anni delle superiori, quando ho compreso che il ramo da me scelto non mi avrebbe permesso di lavorare; così, appena ottenuta la maturità, mi sono iscritta all’Istituto, con la speranza di avere uno sbocco lavorativo, ma anche per approfondire la mia fede. La mia passione per i bambini si è trasformata in amore verso queste piccole creature e il lavoro che svolgo. Negli ultimi anni le soddisfazioni sono state enormi, sia per il fatto che mai avrei pensato di iscrivermi all’università, sia per le gratificazioni personali e professionali. Il fatto di poter mettere assieme fede, lavoro e passione non è da poco e la realtà ha superato ogni aspettativa! Da due anni l’istituto di Belluno, dove mi sono iscritta inizialmente, si è fuso in una realtà più grande e si è trasformato nell’Issr “Giovanni Paolo I”. Oltre a rimanere aperto come polo didattico e a permetterci di proseguire gli studi, il nuovo Istituto ha allargato l’offerta formativa: prima c’era la possibilità di frequentare solamente i primi tre anni, mentre ora possiamo ottenere la laurea magistrale in Scienze religiose, seguendo le lezioni da Belluno. La formazione a distanza funziona molto bene, seguiamo i professori a Treviso e abbiamo la possibilità di interagire. Qualche volta “scendiamo” per dare gli esami e abbiamo modo di incontrare docenti e compagni di Treviso e Pordenone che condividono con noi questo cammino. Penso che il percorso che sto seguendo sia alla portata di tutti, data la disponibilità dei professori e la loro empatia. Inviterei chi ci sta pensando ad iscriversi, in quanto è una possibilità di formazione di grande valore nel nostro territorio; è adatto anche a chi è già un “addetto ai lavori”, come aggiornamento o, perché no, come nuova formazione, ma anche a chi volesse semplicemente approfondire la propria fede e darle un senso più profondo [Giulia Costa].

3 – Uno studio che interpella

Ho 26 anni, vengo da Eraclea e sono una studentessa al terzo anno dell’Issr «Giovanni Paolo I» a Treviso. Ho iniziato a frequentare l’Issr perché, dopo anni di lavoro stagionale, ho sentito il bisogno di pensare al mio futuro. Il mio desiderio è sempre stato quello di insegnare e, consigliata da un amico e da un sacerdote della mia parrocchia, mi sono avvicinata all’Istituto con curiosità, sperando che mi potesse offrire, una volta terminati gli studi, uno sbocco lavorativo stabile. È così iniziato un percorso di vita, oltre che di studio, perché mi sono sentita coinvolta in una esperienza che non si esaurisce sui libri. La mia vita, se da un lato scorre più frenetica, dall’altro è cambiata perché anch’io lo sono. Mi sono lasciata interpellare da ciò che studiavo, ho capito che mi stavo aprendo all’amore e alla misericordia di Dio. Il mio carattere forte e duro (a causa di sofferenze e dolori familiari molto forti) oggi è più aperto al perdono. Sento gioia quando studio, esame dopo esame, in compagnia di persone uniche, i miei compagni, la cui amicizia è un dono. Non sono mancati momenti di sconforto, ma l’amore che qui ho trovato mi dà la forza per affrontare le fatiche di ogni giorno. Questo percorso ha portato frutto nelle mie relazioni, dentro e fuori il contesto universitario: è grazie ad esso se mi sono riavvicinata a mio padre verso il quale avevo alzato un muro. Ha reso la mia fede più salda, il mio cuore più buono, la mia speranza più accesa. Credo che sia proprio questo l’aspetto più significativo; non tanto il raggiungimento di un traguardo solo a scopo lavorativo, ma un cambio di rotta, l’inizio di quella conversione del cuore alla quale Cristo ci chiama e a cui io ho scelto di rispondere [Laura De Faveri].