«Rendete grazie». Era l’invito che san Paolo ha rivolto a tutti, in tutte le chiese del mondo, nella seconda lettura di oggi, la domenica della Santa Famiglia. Nell’omelia tenuta in Cattedrale, durante la celebrazione diocesana per la chiusura del Giubileo 2025, il Vescovo lo ha sottolineato: «Per ben tre volte nella lettera ai Colossesi ricorre l’invito a ringraziare». E ha quindi concluso: «La vita cristiana è un apprendistato a “rendere grazie”… I momenti più belli, più intensi e più coinvolgenti del nostro vivere sono quelli in cui si diventa capaci di “rendere grazie”… Rendere grazie fa diventare vivibile e interessante la vita che ci è stata affidata e donata».
Alla celebrazione, intonata come espressione di gratitudine a Dio, erano invitate le cinque parrocchie del centro cittadino, mentre in tutte le chiese parrocchiali della diocesi è stato riservato un ricordo di questo anno particolare, vissuto in comunione con la Chiesa universale: «Il Giubileo che abbiamo vissuto in questo Anno santo 2025 ci ha portati a rendere grazie ogni giorno, sempre e ovunque, semplicemente per il vivere, per il fatto che abbiamo la vita».
Sulle prime file dei banchi si distinguevano bene alcuni adolescenti e giovani, in rappresentanza dei due gruppi che hanno partecipato al giubileo degli adolescenti in primavera e a quello dei giovani durante l’estate. Il Vescovo ha ricordato: «Con gli adolescenti abbiamo vissuto anche l’affettuoso e riconoscente saluto a papa Francesco. Con i giovani abbiamo conosciuto, a Tor Vergata, papa Leone in mezzo a una fiumana di giovani venuti da tutto il mondo. Mi sembra che con loro, in modo inedito e promettente, abbiamo imparato a venerare il dono e il mistero della vita, radicati nella consegna di Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”».
Il rendimento è diventato canto alla fine della celebrazione, attraverso le parole del Magnificat. Il gruppo di adolescenti e giovani, dopo la benedizione, ha accompagnato il Vescovo e i concelebranti nella processione finale, fin sul sagrato della Cattedrale: «Così il Giubileo, chiuso nel simbolo delle porte sante attraversate a Roma, rimane aperto nel nostro vivere di ogni giorno».
















