Giornata per la vita 2026

Prima i bambini

Spunti di riflessione per la 48ª Giornata nazionale per la Vita, 1° febbraio 2026

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Ritorna l’iniziativa “Una primula per la vita”

Anche quest’anno i Cav, Centri aiuto alla Vita di Belluno, Feltre, Cadore e Alpago propongono di sostenere la loro attività a favore della vita delle donne in attesa di un figlio e delle loro famiglie, con l’iniziativa “Una primula per la vita”. Il ricavato delle primule proposte nella Giornata per la vita è destinato per i Progetti Gemma, adozioni prenatale a distanza; per i Progetti Dolomiti Vita e per tutte le altre necessità e a sostegno della vita nascente. Sottolineano anche l’urgenza di far conoscere e diffondere le possibilità di aiuto e sostegno concreto che da oltre 50 anni i Cav offrono in tutta Italia.

La rivista Dolomiti Vita, dedicata alla Giornata per la vita, racconta l’anno 2025, anno del 50° della costituzione del primo Cav in Italia e tutte le attività di aiuto e di promozione della cultura della vita e della solidarietà dei Movimenti per la Vita bellunesi. I bambini nati grazie al sostegno dei Cav di Belluno, Feltre, Cadore e Alpago e alla solidarietà dei bellunesi sono stati nel 2023 22; nel 2024 17 e 11 nel 2025. I Progetti Gemma sottoscritti nel 2025 sono stati 4: tre tramite Cav Belluno e 1 tramite Cav Cadore. Il totale dei Progetti Gemma sostenuti dalla nostra provincia sono stati 183, per un totale di oltre 500mila euro.

In totale i bambini nati dal 1975 in tutta Italia sono stati oltre 285mila; quelli con il sostegno di Progetto Gemma sono 25.500.

La Giornata della vita

La Giornata è nata dopo l’entrata in vigore della legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia. «Una Giornata – scrissero allora i vescovi – per ricordare l’impegno di ogni giorno nell’educare, accogliere, proteggere, custodire ogni vita e di combattere l’aborto e ogni forma di violenza esistente nella società».

Il Messaggio per la Giornata di quest’anno ha per titolo “Prima i bambini” e si apre con il richiamo all’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli, immagine di Dio paragonato spesso ad una madre amorevole e un padre premuroso verso i bimbi. «Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli» (Mt 18,10).

Il Messaggio è un invito pressante a pensare alle varie situazioni nelle quali le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi. È un invito pressante a questa nostra società, ad ogni persona a pensare ai tanti, troppi bambini “vittime collaterali” delle guerre; ai bambini “fabbricati” in laboratorio; ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere; a quelli implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori; a quelli fatti oggetto di attenzioni sessuali. Ai bambini lavoratori privati dell’infanzia e a quelli rapiti nelle tristi operazioni di pulizia etnica; a quelli coinvolti in violenze domestiche; a quelli costretti a migrazioni faticose e pericolose con esiti a volte mortali.

La verità sull’uomo: uno di noi!

Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano nella sua riflessione sul Messaggio sottolinea che «la Chiesa non si rassegna e non si rassegnerà mai alla cultura che legittima la soppressione dei bambini prima della nascita; un invito appello che vale ancora oggi perché l’assuefazione va combattuta con il convinto riconoscimento di ogni concepito come Uno di noi».

Un aspetto particolare è evidenziato: «La violenza dell’uomo adulto sull’uomo-bambino è di una gravità inaudita. La violenza e la sofferenza che grandi affliggono ai piccoli sono giudicate negativamente. Nessuna legge le veicola e organizza una società per realizzarl»”.

Un linguaggio positivo che parli di vita

Commenta ancora Marina Casini: «Il linguaggio che viene usato riguardo la vita umana è fondamentale. Le parole veicolano la verità o la menzogna. Parlare di bambini a proposito di quanti non sono ancora nati significa dargli voce e renderli visibili rispetto alla mentalità dello scarto che non vuole neanche parlarne, perché ne ha “paura».

Nel preambolo della Convenzione sui diritti dei bambini (1989) si legge che «il fanciullo, a causa della sua immaturità fisica e intellettuale, ha bisogno di una particolare protezione e di cure speciali, compresa una adeguata protezione giuridica, sia prima che dopo la nascita».

La nascita non è l’inizio della fanciullezza. Anche il non nato è chiamato “bambino”. Eppure, la fase della fanciullezza prima della nascita è quella più misconosciuta e calpestata, vittima dei pretesi e fasulli “diritti” degli adulti.”.

Centro Aiuto alla Vita – Movimento per la Vita – Belluno