Storia e attualità della solennità di Pentecoste

Un percorso bimillenario per celebrare l’evento

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

I riti liturgici attuali sono il punto di arrivo di un percorso storico che ha accompagnato la vita delle comunità cristiane. Richiamare questo percorso e le sue tappe aiuta a capire delle tracce rimaste nelle proposte rituali, e nello stesso tempo invita a cogliere, in pienezza, l’attualità celebrata come verità della fede legata all’evento vissuto dalla domunità cristiana duemila anni fa.

Diversi cambi di prospettiva

Nella storia della solennità di Pentecoste vanno richiamate alcune prospettive che hanno caratterizzato la ritualità. Dal secolo IV, questo giorno segnava un’ulteriore possibilità per i catecumeni (impossibilitati la notte della Veglia Pasquale) di accedere al battesimo (e insieme alla cresima e all’Eucaristia). Il segno della benedizione del fonte, rimasto per secoli, era una traccia evidente di questa prospettiva.

Un’altra prospettiva che ha caratterizzato la celebrazione della Pentecoste è stata quella di un’attenzione particolare, sul piano teologico, alla terza persona della Santissima Trinità: lo Spirito Santo. Da una generica proposta teologica sullo Spirito Santo, l’attenzione è stata portata sull’evento Pentecoste nel suo originale significato.

Dal Concilio Vaticano II è scaturita un’attenzione più forte al rapporto tra l’evento della Pentecoste e la comunità cristiana, la Chiesa. L’evento storico che si è realizzato, come raccontato dai testi biblici, nei segni del vento impetuoso, del fuoco, della comprensione delle lingue, nello slancio missionario oggi lo ripropone come dono attuale. È una esperienza che, non più visibile nei segni sopra richiamati, si realizza in una dimensione interiore che coinvolge coloro che sono “battezzati nell’unico Spirito” , che è anche perdono dei peccati, e che li porta a essere uno nel Cristo, il suo Corpo. L’attenzione allo Spirito Santo, come Persona della Santissima Trinità, accompagna tutto l’anno la riflessione e la preghiera della Chiesa.

Sequenza “Veni Sancte Spiritus

Nell’attuale celebrazione liturgica, il lezionario festivo propone dopo la seconda lettura, la proclamazione di una sequenza dal titolo “Veni sancte Spiritus”, “Vieni Santo Spirito”. Il testo è attribuito a un vescovo inglese morto nel 1228. La melodia gregoriana che lo accompagna è anche oggi molto nota. Ma sono soprattutto le espressioni suggerite che danno la dimensione di una preghiera intensa e sentita, da parte della comunità che sta celebrando e di ogni singolo fedele che la proclama. Riporto il testo italiano per una lettura personale. Dai siti web è possibile leggere il testo in latino. È una delle cinque “Sequenze” rimaste nel Lezionario Romano ora in uso.

Sequenza. Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sórdido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.

La traduzione italiana non esprime del tutto l’intensità del testo originale. Nella spiritualità di molte persone che si radunano nel nome di Cristo, la recita di questo testo-preghiera precede l’esperienza di Chiesa. La testimonianza di questo dono-presenza è nella esperienza di tante storie personali.

Conclusione del tempo pasquale

La solennità della Pentecoste segna la conclusione del Tempo pasquale nell’Anno liturgico. Il cero pasquale collocato dalla Veglia pasquale nel presbiterio, a conclusione della giornata, viene ricollocato vicino al battistero. Sarà utilizzato nel rito del battesimo e accompagnerà le esequie dei cristiani, posto accanto alla bara. Sarà per i presenti al rito un cristiano richiamo di speranza e di vita eterna per chi è stato segnato dal dono dello Spirito Santo.

L’anno liturgico continua con l’esperienza del Tempo ordinario. Tempo che invita a celebrare, cioè a rendere presente e attuale il mistero del Cristo nel suo insieme. Non è richiamo a qualche aspetto significativo dell’evento Cristo, ma il suo valore nell’esperienza delle comunità cristiane è egualmente rilevante e da valorizzare. Nelle prima domeniche verranno celebrati la Santissima Trinità e il Corpo e Sangue di Cristo. Nei giorni feriali nel corrente anno si riprende l’utilizzo dei testi biblici ed eucologici partendo dalla IX settimana. Il lunedì dopo la Pentecoste viene celebrata la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, come deciso da Papa Francesco nel 2018.

Giuliano Follin