Sintesi del consiglio presbiterale 22 ottobre 2026

Verso il Sinodo diocesano

Si prospettano tempi più distesi per la preparazione delle Assemblee e del Sinodo

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Il Consiglio presbiterale della Diocesi di Belluno-Feltre si è riunito presso il Centro Papa Luciani nella mattinata di giovedì 22 ottobre.

La parte principale della riunione, in stretto rapporto con quanto trattato e vissuto alcuni giorni prima nel Consiglio Pastorale Diocesano, è stata dedicata al cammino verso il Sinodo diocesano indicato per settembre-ottobre 2027 e che avrà come unica tematica il progetto di “riarticolazione delle parrocchie in comunità di comunità (Lievito di pace e di speranza, n. 68 c), per valorizzare le singole comunità attualmente esistenti e semplificarne la gestione amministrativa sul piano giuridico.

Tale questione, che coinvolge tutta la Chiesa diocesana – in collegamento e armonia con il cammino della Chiesa universale – e che è stata delineata dalle lettere scritte dal Vescovo durante l’estate, necessita ora di un percorso che porti appunto, consultando nel modo migliore e più ampio possibile tutti i fedeli, alla celebrazione del Sinodo. Il Consiglio Presbiterale ha voluto considerarla in particolare dal punto di vista di come i preti la vivono.

La riflessione del Consiglio Pastorale Diocesano (del 14 e 20 ottobre scorsi) aveva portato a prevedere un tempo più disteso per preparare le Assemblee da prevedere nell’insieme delle parrocchie in collaborazione. Tali assemblee saranno il momento più significativo in cui parlare alle comunità e cogliere il pensiero dei fedeli, e devono essere precedute da un attento percorso di preparazione e di coinvolgimento generale e in particolare dei gruppi e realtà ecclesiali che operano nelle parrocchie. Il frutto delle Assemblee porterà quindi al documento di lavoro del Sinodo e al Sinodo stesso, per giungere a un quadro progettuale generale che poi orienterà nella fase graduale di attuazione.

Il Consiglio presbiterale ha visto favorevolmente l’adozione di tempi più distesi per la preparazione delle Assemblee e del Sinodo, in modo da favorire un maggiore ascolto delle attese e delle domande e da spiegare bene le varie componenti del progetto ancora da sviluppare e definire. Negli anni trascorsi alcune scelte sono già avvenute: l’unico parroco di più parrocchie, l’unione dei Consigli Pastorali, le tante iniziative pastorali, formative, liturgiche e di incontro vissute insieme, e l’intenzione di unificare gradualmente i Consigli Parrocchiali per gli Affari Economici. I sei incontri dei Consigli Pastorali Parrocchiali svoltisi in settembre con il Vescovo nelle varie zone della Diocesi – dai quali è partita la riflessione in Consiglio Presbiterale – avevano apprezzato tale collaborazione e la prospettiva di ripensamento e rilancio delle comunità ma evidenziando alcune difficoltà di comprensione.

I componenti del Consiglio Presbiterale hanno a tal proposito sottolineato che il linguaggio è molto importante per spiegare la proposta; che il centro deve essere non una pur necessaria riconfigurazione giuridica che aiuterà e semplificherà pure l’amministrazione dei beni, ma l’annuncio del Vangelo (che è il senso dell’esistere della Chiesa e il punto d’arrivo di ogni attività e struttura); che l’attuazione del ripensamento delle parrocchie potrà avvenire in tempi diversi lasciando un tempo maggiore per quelle comunità che fanno più fatica, ma avendo chiara la strada di collaborazione dalla quale non  è più possibile tornare indietro.

È stato evidenziato inoltre che un’analisi storica può essere di aiuto per capire che la Chiesa è sempre in cammino e che le stesse parrocchie sono nate in determinate contingenze storiche e sociali. È quindi necessario ripensare l’essere Chiesa in questo momento storico, adeguandosi a quanto l’oggi chiede e mettendo al centro la fedeltà al dono sempre nuovo del Vangelo di Gesù, attenti poi a essere aperti al confronto con tante domande e situazioni di vita. Sintetizzando bene questa riflessione, il moderatore del Consiglio don Claudio Centa ha affermato, riprendendo il teologo Congar, che la Chiesa vive sotto la necessità di una riforma continua e solo muovendosi e riformandosi può stare in piedi: ciò comporta chiaramente l’importanza del saper incarnarsi nelle situazioni.

Infine è stata ribadita anche la proposta di intensificare gli incontri di fraternità e formazione per i preti nel contesto delle convergenze foraniali.