Al centro dell’Anno liturgico

I giorni centrali dell’Anno liturgico, i tre giorni del mistero pasquale

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II giorni che precedono la Pasqua sono sempre stati sentiti e vissuti come significativi sul piano religioso dalle comunità cristiane. I cambiamenti in atto nel vivere e nel sentire della società civile non hanno cancellato questa sensibilità pur attenuandone, talora in modo rilevante, l’impatto con i singoli e nelle famiglie.

La settimana santa

La settimana che precede la festa di Pasqua è ben conosciuta come “settimana santa”. I giorni che la compongono con l’abituale elencazione, sono definiti con il termine “santo”. Dopo la domenica che ne segna l’inizio e che è definita “delle Palme”, particolare rilievo viene dato agli ultimi tre giorni: giovedì santo, venerdì santo, sabato santo. La programmazione religiosa delle celebrazioni di questi giorni “santi” ha avuto un rilievo di grande spessore nella vita delle Comunità. Tradizioni popolari molto sentite e partecipate si affiancavano alla ritualità liturgica. I singoli fedeli vivevano questo intenso periodo sperimentando una frequenza abbondante di partecipazione alle proposte celebrative che rappresentava un rilevante alimento alla loro fede ed alla loro spiritualità. La sensibilità presente in loro e la condizione di vita nella sua globalità lo permettevano e anche lo facilitavano. Negli ultimi decenni la situazione è cambiata. In ogni caso la Settimana Santa era rimasta centrale nella esperienza di fede delle Parrocchie.

Partecipazione in presenza o in streaming

Dopo la sofferta esperienza della pandemia dello scorso anno che ha impedito le celebrazioni in presenza, per il presente anno si prospetta la possibilità di vivere i Riti della Settimana Santa nelle chiese parrocchiali. Ci saranno le indicazioni sanitarie da osservare e le limitazioni le normativa vigente impone, giustamente, a tutti, ma la partecipazione ai Riti della Liturgia è preferibile alla “visione” con le tecnologie a portata di mano. È evidente che per coloro che hanno particolari difficoltà personali o in situazioni oggettivamente di impossibilità di partecipazione, la visione del rito trasmesso può essere un surrogato da utilizzare. La diretta televisiva è programmata a livello nazionale per le celebrazioni presiedute dal Papa. A livello diocesano è prevista la diretta (Telebelluno o canale facebook dell’Amico del Popolo) per diverse celebrazioni presiedute dal Vescovo.

Le processioni e i raduni di fedeli fuori della Chiesa in questi giorni erano tradizione sentita. Quest’anno ci è chiesto di non effettuarli. Sicuramente ci sarà la partecipazione sentita di coloro che possono essere presenti all’interno della Chiesa.

Significato liturgico-celebrativo dei giorni santi

Dal Messale colgo la sintesi del significato dei riti celebrati dalle Comunità cristiane.

Domenica delle Palme e della Passione del Signore – «In questo giorno la Chiesa commemora Cristo Signore che entra in Gerusalemme per portare a compimento il mistero pasquale. Perciò in tutte le Messe si fa memoria di questo ingresso del Signore…». Quest’anno non sarà realizzata la processione con i rami d’olivo all’esterno della Chiesa. In questo giorno è prevista, nella Liturgia della Parola alla Messa, la lettura della Passione. Spesso questa lettura è fatta in forma dialogata.

Triduo Pasquale: «La Chiesa durante il sacro Triduo celebra solennemente i grandi misteri della nostra redenzione e attraverso celebrazioni peculiari fa memoria del suo Signore crocefisso, sepolto e risorto”.

Giovedì Santo – Cena del Signore – Vengono date precise indicazioni rituali per la Messa che si celebra nelle ore serali. Il significativo rito della lavanda dei piedi per quest’anno è stato sospeso.

Venerdì Santo – Passione del Signore – Vengono date solo indicazioni celebrative-rituali per le tre parti del Rito definito “Celebrazione della Passione del Signore”. Dice il Messale: «In questo giorno e nel seguente, per antichissima tradizione non celebra nessun sacramento a eccezione della Penitenza e dell’Unzione degli Infermi».

Sabato santo (nella giornata) – Oggi non ci sono celebrazioni. Dice il Messale: «Il Sabato Santo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore meditando la sua passione e la sua morte, nonché la discesa agli inferi, e spettando la sua risurrezione nella preghiera e nel digiuno. Spogliata la sacra mensa la Chiesa si astiene dal sacrificio della Messa fino alla solenne veglia o attesa notturna della risurrezione. L’attesa allora lascia il posto alla gioia pasquale che nella sua pienezza si protrae per cinquanta giorni».

Domenica di Pasqua “Risurrezione del Signore” – Questo giorno il Messale lo indica in due appuntamenti. Il primo: “Veglia pasquale nella notte Santa” e “Messa del giorno”. La Veglia pasquale è prevista nella notte del Sabato Santo, ma è già “Domenica di Pasqua”. Dice il Messale tra l’altro: «La veglia di questa notte, che è la più importante e la più nobile tra tutte le solennità è unica in ogni chiesa. Così dunque viene ordinata: dopo il lucernario e il preconio pasquale (che costituiscono la prima parte di questa Veglia), la santa Chiesa medita le meraviglie che il Signore Dio fece fin dall’inizio per il suo popolo, confidando nella sua parola e nella sua promessa (seconda parte o Liturgia della Parola) fino al momento in cui avvicinandosi il giorno della risurrezione con i nuovi membri rigenerati nel Battesimo (terza parte) viene invitata alla mensa che il Signore ha preparato per il suo popolo, memoriale della sua morte e risurrezione, finché egli venga (quarta parte)».

Giuliano Follin