Nella scia di san Francesco

Essere «magnifica umanità»

Il vescovo Renato ha presieduto la celebrazione a Mussoi nell’800° anniversario della morte del Patrono d’Italia

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Nella festa di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, il vescovo Renato Marangoni ha scelto di celebrare l’Eucaristia con la comunità dei Frati Minori Cappuccini nella chiesa di Santa Maria Immacolata a Mussoi. Una presenza significativa in un luogo che, grazie al convento e alla mensa dei poveri, rappresenta per l’intera città un punto di riferimento quotidiano per l’accoglienza e la carità concreta.

La celebrazione si è inserita nel quadro delle ricorrenze per gli ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi, una figura che – ha sottolineato il vescovo – continua ancora oggi a esercitare un fascino profondo e diffuso.

Nell’omelia, monsignor Marangoni ha ricordato come la vita di Francesco sia indissolubilmente radicata nel Vangelo: «La sua santità è esperienza viva di Dio, parla di Lui e ci avvicina al suo amore prima ancora di ogni racconto». Richiamando la lettura del Siracide e l’episodio del Crocifisso di San Damiano, che chiese a Francesco di “riparare la sua casa in rovina”, il vescovo ha descritto l’opera del Santo come un’azione «grande, umile, nascosta, povera e gioiosa», capace di incidere profondamente nella sua famiglia, nella città di Assisi, nella Chiesa e nel mondo intero.

Francesco, percependo con sensibilità la fragilità e la vulnerabilità dell’uomo, ha saputo ricostruire l’umanità e l’edificio ecclesiale proprio a partire dalla contemplazione del Crocifisso. Definendosi sempre “minimo” e “piccolino”, si è posto in piena sintonia con la Parola di Dio, fino a condividere, come scrive san Paolo, i segni della Passione nel proprio corpo.

Alla fine del suo intervento, il vescovo Renato ha rivolto ai fedeli presenti un caloroso invito a fare proprio lo stile del Poverello: «Sulla scia di san Francesco, siate magnifica umanità».

Giorgio Reolon