Il cero pasquale della Cattedrale

Opera delle monache di Vedana, che ne hanno spiegato la simbologia iconografica

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Cari fratelli e sorelle,

ci tenevamo a inviare anche una breve e semplice spiegazione della simbologia iconografica del Cero Pasquale.

Il colore oro rappresenta la vita di Dio, l’eternità.

Le righe rosse e blu: l’oro è incorniciato da righe rosse e blu che riecheggiano il mistero di Gesù, il Figlio di Dio (il rosso della divinità) che si è fatto uomo (il blu dell’umanità); rivestendosi della nostra carne mortale, ha vinto la morte e ci ha guadagnato la vita eterna, la vita di Dio. In Lui, l’uomo nuovo, anche noi possiamo entrare nella vita senza fine.

Sulla croce si incrociano il tempo di Dio (il braccio verticale, sormontato dalla lettera greca “alfa” e accompagnato sotto dalla lettera greca “omega”, che rappresentano il principio e la fine) e il nostro tempo, il nostro oggi (il braccio orizzontale, contornato dai numeri dell’anno 2024). Proprio sulla croce il nostro Re è diventato la nostra vittoria.

Si intravede una grotta di colore nero, che rappresenta la morte: quella pecora, il cui ritrovamento fa gioire il cielo intero, non è un’anima semplicemente perduta, ma veramente morta, a causa del suo allontanamento da Dio. Proprio lì dove sta, nel suo peccato, il Signore entra e porta luce e guarigione.

Le rocce sono simbolo della nostra vita, che spesso è dura e assomiglia a un deserto; tutte le rocce però sono dipinte in una prospettiva per cui sembrano venire in avanti, richiamando chi prega davanti all’icona il Presente, poiché Dio è colui che è sempre presente. Gesù, uomo nuovo, con la tunica rossa (la divinità) e il mantello blu (l’umanità) cerca ciò che era perduto, lo trova, lo redime, lo rende nuovo.

Il cero è segno del mistero della nostra vita in Cristo, che comprenderemo pienamente solo dopo la morte. Il cero illumina e riscalda e nel mentre si consuma.

Desideriamo – come recita la preghiera che l’iconografo fa sua ogni giorno – che lo sguardo i Gesù Risorto incontri il nostro sguardo e ci purifichi da ogni peccato.

Buona Pasqua.

Le Monache Adoratrici Perpetue di Vedana