La sera del 18 ottobre a Santa Giustina

L’assemblea diocesana per Sedico e Santa Giustina

«Attivare gli organismi; mettere in gioco le competenze che ci sono; mettere in rapporto le comunità»

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L’assemblea diocesana nella convergenza foraniale di Santa Giustina-Sedico si è conclusa con tre raccomandazioni del vescovo Renato Marangoni, presente a tutto l’incontro organizzato nella sala parrocchiale di Santa Giustina la sera di venerdì 18 ottobre. «Attivare gli organismi; mettere in gioco le competenze che ci sono; mettere in rapporto le comunità». Raccomandazioni a conclusione della serata e che hanno colto quanto era stato proposto in un incontro non breve certo, ma vario e coinvolgente.

Vangelo del giorno a connotare la preghiera iniziale, la serata, moderata da Irene Pilotto, è continuata con i rappresentanti dei Consigli pastorali parrocchiali a presentare le “luci”, cioè i motivi di fiducia, di speranza e di ringraziamento a Dio riscontrati nel periodo più recente di vita parrocchiale, dalla presenza dei chierichetti, all’attività dei giovani, ai nuovi catechisti, alle famiglie… purtroppo, ancora nessun cenno alla catechesi o alla pastorale degli adulti in quanto tali.

Un’esperienza di vita e di rapporto con altre culture proposta dal Centro missionario per tre settimane in Messico è stata raccontata da Anna Cossalter, per lasciare spazio alla presentazione degli Orientamenti pastorali a cura del vicario generale don Graziano Dalla Caneva.

Molto vivaci anche i lavori di gruppo, radunati con il compito di proporre ciò che è opportuno attivare nella convergenza foraniale per far sì che le parrocchie comincino a pensare se stesse in termini di relazione reciproca e non di autosufficienza. Vale la pena riportare la testimonianza di uno dei non molti, ma molto motivati giovani presenti all’incontro: «di quanto detto dalle parrocchie questa sera, non conoscevo quasi nulla: è importante fare pubblicità (sic) in quanto molte iniziative non si conoscono».

Attivare gli organismi, dunque, mettere in gioco le competenze che ci sono, mettere in rapporto le comunità:

  • nel primo punto espresso dal Vescovo, si intende il coinvolgimento dei consigli pastorali e del coordinamento foraniale (molto opportuna la proposta che i componenti dei consigli pastorali partecipino di quando in quando ai lavori dei consigli anche di altre parrocchie);
  • mettere in gioco le competenze è l’atteggiamento contrario a quello di chi reagisce di volta in volta alle emergenze, o tappa i buchi;
  • mettere in rapporto le comunità richiede uno sguardo bifocale, alla propria comunità e assieme a quelle vicine, da parte di chi, in ogni modo, avverte come un valore la propria appartenenza parrocchiale.

don Giuseppe Bratti