Solennità del Signore nel tempo ordinario

Nelle due prossime domeniche le solennità della Trinità e del Corpus Domini

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La solennità di Pentecoste ha concluso il tempo liturgico pasquale. Il cero pasquale, richiamo particolare per tutto il periodo vicino al luogo della proclamazione della Parola, viene ricollocato accanto al battistero. Diventerà richiamo “pasquale” con la luce del Cristo risorto, in occasione anche dei funerali cristiani. Il calendario liturgico con il suo programma.

Riprende il tempo ordinario

Questo tempo liturgico, interrotto con l’inizio della Quaresima, riprende nella settimana dopo la Pentecoste con la ottava settimana. Il significato di questo tempo è da richiamare per non considerarlo un periodo privo di significato rispetto a quelli che sono definiti “tempi forti”. Mentre in questi periodi si celebrano particolari aspetti del mistero di Cristo – la sua incarnazione, nascita ed epifania, e la sua passione, morte, sepoltura e risurrezione – nel “tempo ordinario”, denominato anche “tempo fra l’anno”, il Cristo viene celebrato nella sua globalità. Specie nelle domeniche il fedele cristiano si accosta alla realtà del suo Signore e soprattutto nell’ascolto della Parola richiama il senso profondo della sua adesione di fede. I vangeli domenicali, in modo particolare, propongono i vari aspetti dell’ascolto, dell’adesione e della sequela del nostro Signore. Mi piace definire questo itinerario un ripasso dei contenuti della proposta di Cristo e di conseguenza il significato della scelta cristiana.

Note dal calendario liturgico

Nel primo giorno di questa settimana è stata posta all’attenzione delle comunità e dei singoli fedeli la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa. Il papa Paolo VI il 21 novembre 1964, a conclusione della terza sessione del Concilio Vaticano II, dichiarò Maria santissima “Madre della Chiesa”. Papa Francesco l’11 febbraio 2018 istituì per tutta la Chiesa di rito romano latino la “memoria liturgica” della Madonna, venerata con questo titolo. Da allora ogni lunedì dopo la solennità di Pentecoste si celebra questa memoria.

Per la proclamazione della Parola di Dio nelle Messe festive del corrente anno liturgico viene utilizzato il “Lezionario festivo anno A”. Per le Messe feriali viene utilizzato il “Lezionario feriale anno dispari”. Lo stesso vale per le persone che si accostano personalmente, fuori delle celebrazioni, alla Parola. In occasione delle ricorrenze delle memorie di santi può sempre essere utilizzato il lezionario feriale. Quando il celebrante lo ritiene opportuno, può essere utilizzato il lezionario dei santi, con le letture lì indicate per quel santo o quella santa.

Il colore liturgico dei paramenti ed eventualmente di altri addobbi – come il drappo sul leggio dell’ambone, le tendine del tabernacolo – è il verde. Questa scelta dei colori liturgici è stata definita nel sec. XVI. Il verde richiama speranza e normalità. Si aggiunge agli altri colori: il bianco, il rosso, il viola. Sono anche utilizzati: il nero, l’oro, l’azzurro. Il colore è un segno che invita a collocarsi, interiormente, nello spirito della celebrazione e della realtà liturgica che nel rito si sta vivendo.

Solennità del Signore nel tempo ordinario

Nelle prime due domeniche seguenti la Pentecoste, il calendario liturgico prevede due solennità. La solennità della Santissima Trinità si celebra nel corrente anno domenica 5 giugno. La domenica seguente è indicata una festa, molto sentita anche dalla devozione popolare, denominata “Corpus Domini”. Questa denominazione, molto utilizzata anche per semplificare e ben conosciuta nell’ambiente ecclesiale, è stata tradotta e completata nella nuova edizione del Messale in lingua italiana. La solennità è denominata nel libro: “Santissimo Corpo e Sangue di Cristo”.

Solennità della Santissima Trinità

Questa festa è espressione della devozione alla Trinità intesa come concetto teologico elaborato dagli antichi Concili e dalle scuole teologiche. Tale devozione ha origine nel sec. X, accompagnata da espressioni di celebrazione liturgica. Divenne festa per tutta la Chiesa latina nel 1331.

La Parola di Dio di questo giorno richiama l’opera di autocomunicazione di Dio verso il suo popolo. L’espressione che riassume questa comunicazione è presente nei documenti conciliari (LG 4), dove la Chiesa è presentata come «popolo adunato dall’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Nella preghiera della Chiesa durante la Messa, molto spesso questa espressione della realtà di Dio Trinità è richiamata. Utili per la dimensione esistenziale le recenti collette della Messa nei tre anni.

«Padre fedele e misericordioso, che ci hai rivelato il mistero della tua vita donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore, sostieni la nostra fede e ispiraci sentimenti di pace e di speranza, perché, amandoci come fratelli, rendiamo gloria al tuo santo nome» (anno A).

«O Dio santo e misericordioso, che nelle acque del Battesimo ci hai resi tuoi figli, ascolta il grido dello Spirito che in noi ti chiama Padre, perché, nell’obbedienza alla parola del Salvatore, annunciamo la tua salvezza offerta a tutti i popoli» (anno B).

«Padre santo e misericordioso, che nel tuo Figlio ci hai redenti e nello Spirito ci hai santificati, donaci di crescere nella speranza che non delude, perché abiti in noi la tua sapienza» (anno C).

Giuliano Follin