Venerdì 22 novembre alle ore 17.30 in Seminario a Belluno

In ricordo di Giorgio La Pira

«Fare della fede, la vita»

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Esistono sogni che non possono essere sepolti dalle vicende della storia, perché essi superano le dolorose e contrastanti concessioni del tempo e i calcoli opportunistici di chi spesso quella storia la gestisce e la scrive. Esistono persone che incarnano in se stesse la visione di una realtà sperata, voluta, costruita, che continua a passare di mano in mano tra le generazioni e che non smette di trasmettere suggestione e fascino, perché richiama gli elementi essenziali della convivenza umana. Ecco prendiamo spunto da questi assunti, per riferirci alla figura di Giorgio La Pira. Questo grande uomo politico italiano, morto in odore di santità nel 1977, continua ad affascinarci: per le sue doti di pensatore, di amministratore, di mistico, di sognatore e profeta del dialogo, incarnate in un esemplare vissuto quotidiano, ispirato ai valori del Vangelo. Per questo tanto, l’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della nostra diocesi, ha voluto invitare qui a Belluno, nella giornata di venerdì 22 novembre p.v., i proff. Giuseppe Goisis e Pietro Giovannoni, perché ci parlino di La Pira e della sua storia. Il mattino alle ore 11, saranno al Liceo Fermi di Pieve di Cadore, per intrattenersi con gli studenti di quella scuola. Mentre il pomeriggio, alle ore 17.30, presso l’Aula magna del Seminario di Belluno, ci sarà un convegno aperto a tutta la cittadinanza.

Crediamo che, nonostante la nostra apatia, il nostro pessimismo nell’attuazione del bene comune, sia bello, edificante, riandare con la mente alla vita di quest’uomo. Proporre a tutti, ma in particolar modo ai giovani, la figura di Giorgio La Pira, vuole essere al contempo, una occasione utile di riflessione personale e ricarica spirituale per la nostra quotidianità, ed un doveroso omaggio alla memoria di un uomo, che tanto si è speso per migliorare la vita del suo prossimo. Lo fece, da Sindaco di Firenze, da Padre della Costituente, da Ministro del Lavoro, da Parlamentare, da fondatore delle A.C.L.I. Di Firenze, e da cittadino, vivendo in povertà evangelica (il suo stipendio di docente di diritto romano, lo divideva con i poveri). Animato da una forza spirituale straordinaria, divenne terziario domenicano, ed anche terziario francescano. Nell’anno 1934, “istituì” la Messa settimanale di San Procolo, occasione nella quale si incontrava con i poveri, ex carcerati ecc., dove dialogava con loro, e veniva distribuito simbolicamente un pane benedetto e qualche aiuto. Nel periodo storico di massima affluenza è stata partecipata da oltre un migliaio di persone. Oggi, dopo 85 anni questa Messa viene celebrata ancora, ed è partecipata da circa 200 persone. Ci piace concludere questo breve scritto, a proposito di povertà, citando l’episodio quando nell’anno 1965 si recò nel Viet-Nam, per incontrare Ho Chi Min, nel cercare una soluzione alla guerra in corso con gli Stati Uniti. Al termine dei colloqui, l’entourage del Presidente Ho Chi Min, gli regalò il biglietto di ritorno in Italia in quanto La Pira non disponeva dei soldi necessari. Un fortissimo anelito per la pace, gli faceva passare in secondo piano anche questi non secondari aspetti (Sandro Cassol).