Si avvicina il sesto centenario

La consacrazione della Cattedrale nel 1426

Vescovo delle due diocesi era Enrico Scarampi (1402-1440), impegnato tra Roma e l’Impero

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«Sono entrati nel vivo i lavori di adeguamento liturgico della Cattedrale». Così ci informava il presente settimanale nel precedente numero. Mette caso ricordare una data che è una pietra miliare nella vita della principale chiesa della diocesi: la data della prima consacrazione di cui ci resti testimonianza storica.

Nel 1421 il Consiglio della città scriveva al Senato veneto per lamentare che da molto tempo il vescovo Enrico Scarampi era assente da Belluno e chiedeva che il Senato gli ingiungesse di osservare la residenza e di impegnarsi a utilizzare le rendite dell’episcopato per restaurare il palazzo vescovile e la cattedrale, che era quasi in rovina.

Due parole su questo prelato che ebbe ruoli nella curia romana e in momenti salienti della vita della Chiesa. Vescovo di Acqui, in Piemonte, ove la famiglia aveva notevoli feudi, Scarampi venne trasferito alle sedi di Feltre e di Belluno nel 1402. Ma nel contempo svolgeva incarichi diplomatici, a nome dei Visconti di Milano, entrava nella curia romana, venendo nel 1407 nominato da Gregorio XII collettore, cioè esattore, della Camera apostolica. Non fece che delle rapide comparse nelle due diocesi di Belluno e di Feltre nel 1406 e 1408 e un soggiorno più prolungato dal 1413 al 1414. Con lo spirare di quest’ultimo anno si portò a Costanza ove si tenne il concilio (1414-1417) che doveva porre fine allo scisma d’Occidente, che vedeva tre papi contendersi la somma guida della Chiesa. Il 6 luglio 1415, ebbe un ruolo nella liturgia di deposizione dallo stato sacerdotale del predicatore praghese Jan Hus, giudicato eretico pertinace e condannato al rogo.

Risolto lo scisma nel 1417, l’8 novembre si aprì il conclave per l’elezione del nuovo papa. Anche il vescovo Scarampi vi entrò, in quando il concilio aveva stabilito che oltre ai 23 cardinali dovevan partecipare anche 30 vescovi, sei per ognuna delle cinque nazioni in cui era organizzato il concilio e Scarampi fu uno dei sei eletti dagli italiani.

Il nuovo papa, il romano Martino V, nominò Scarampi tesoriere della Camera apostolica, cioè seconda autorità del ministero delle finanze della Santa Sede. L’anno seguente, il papa lo creò governatore della provincia Campagna e Marittima (Ostia e Colli Albani) e quindi della provincia di Tuscia (Viterbo). E così perdurava, secondo le abitudini dell’epoca, l’assenza del vescovo dalle sue due diocesi.

Visto che la richiesta del 1421 non aveva sortito alcun effetto, il Consiglio della città di Belluno tornò alla carica presso il Senato veneto nel 1423. Lo Scarampi cominciò a essere presente a Belluno nel 1425 e dei lavori vennero certamente svolti e il 14 aprile 1426 Scarampi consacrò la cattedrale. Non molto dopo Scarampi lasciò Belluno per Feltre, dicendo che i suoi interessi lo tenevano preferibilmente in questa città e che a Belluno sarebbe venuto quando gli sarebbe piaciuto. Questo provocò le ire del Consiglio cittadino che voleva il vescovo fosse costretto a trascorrere sei mesi a Belluno.

Non dovevano esser così significativi i lavori svolti prima del 1426, visto che negli anni dal 1449 al 1461 i lavori ripresero con fervore, mentre tra il 1465 e il 1466 si ricostruì l’abside della chiesa, sempre a oriente, in dimensioni più ampie della precedente. La cattedrale dell’epoca infatti era orientata, vale a dire che l’abside e l’altar maggiore era ad oriente, mentre la facciata si trovava ad ovest; era edificio di dimensioni più ridotte dell’attuale.

Tutto questo impegno venne vanificato da un grave imprevisto. Nella notte del 30 gennaio 1471 scoppiò un incendio e andarono distrutti il coro e la sacrestia, che sorgeva ove oggi si trova il campanile.

Il 10 settembre 1497 il vescovo Bernardo Rossi procedeva alla consacrazione degli altari. Nel 1517 venne deliberata la costruzione di una nuova cattedrale assegnando il progetto all’architetto veneziano Tullio Lombardo. La consacrazione di questa nuova cattedrale avvenne per mano del vescovo Salvatore Bolognesi il 10 novembre 1878. Bolognesi decretò che si doveva celebrare la festa annuale della dedicazione nella seconda domenica dopo Pasqua, in ricordo della consacrazione della vecchia cattedrale. Anche attualmente la festa liturgica della dedicazione della cattedrale viene celebrata in tutta la diocesi il 14 aprile, in un legame ininterrotto nel tempo con il 1426.

Ecco quindi che tra due anni, nel 2026, la cattedrale, centro religioso della nostra diocesi, celebrerà i sei secoli della sua consacrazione. È da sperare che il Capitolo dei canonici, al quale è rimasto come unico compito «assolvere alle funzioni liturgiche più solenni nella chiesa cattedrale», valorizzi degnamente un così importante centenario.

don Claudio Centa