Archivio Tag: don Ezio Del Favero

A cura di don Ezio Del Favero

226 – Inverno e primavera

Il bucaneve è il primo fiore a mostrarsi al mondo dopo il gelo invernale

La vita nel bosco era lenta e intorpidita. Faceva freddo e soffiava un vento gelido che costringeva tutti, animali, folletti e gnomi, a restarsene nascosti nelle tane, nei nidi, nelle casette scavate sotto i tronchi degli alberi. Il bosco era silenzioso, i suoi abitanti un po’ tristi. Sembrava che quell’anno Inverno non volesse più andarsene. La fata del bosco arrivò poco prima dell’alba, scese tra … Continua a leggere 226 – Inverno e primavera »

A cura di don Ezio Del Favero

225 – La più bella e la più buona delle Ondine

...in quel giorno e in quell’ora tutti sentirono dentro di sé una pace e una gioia straordinari

Nersana era la più bella delle Ondine che vivevano in mezzo alle Alpi, sulle rive del torrente delle Vergini (le Ondine fanno parte del folklore europeo, descritte come creature affini alle fate. Nel folklore germanico sono ritenute creature misteriose simili alle sirene greche, che abitano le acque). Nersana aveva un cuore gentile e buono e, sebbene nulla le mancasse per essere felice (salute, bellezza, gioia … Continua a leggere 225 – La più bella e la più buona delle Ondine »

A cura di don Ezio Del Favero

224 – La regina delle nevi

La regina sentì che il suo potere stava per svanire a causa del coraggio della piccola

C’era una volta un troll malvagio, che aveva inventato uno specchio dai poteri diabolici: i paesaggi più belli diventavano luoghi spaventosi, le persone più belle diventavano orribili, chi si specchiava diventava cattivo e perfido. Lo specchio aveva la capacità di far sparire ciò che di bello si specchiava in esso e di accentuare e di deformare il cattivo. In seguito, lo specchio si ruppe in … Continua a leggere 224 – La regina delle nevi »

A cura di don Ezio Del Favero

223 – I due ghiacci e il ghiacciolo generoso

Chi si dona, versando le proprie gocce di sudore o di sangue per amore, non si sacrifica invano

Due blocchi di ghiaccio si erano formati durante il lungo inverno, all’interno di una grotta. Si fronteggiavano con ostentata reciproca indifferenza. I loro rapporti erano di una certa freddezza. «Buongiorno!», «Buonasera!»… niente di più. Ognuno pensava dell’altro: «Potrebbe anche venirmi incontro!». E così ogni ghiacciolo si chiudeva ancora più in se stesso. Un tasso, che viveva nella grotta, un giorno disse: «Peccato che ve ne … Continua a leggere 223 – I due ghiacci e il ghiacciolo generoso »

A cura di don Ezio Del Favero

222 – La Madonnina della neve

Per quella notte d’inverno, la montagna torna a profumare con le sue antiche ricchezze

I Re magi – narra una leggenda popolare – erano in viaggio sulle creste delle montagne del Gran Sasso, guidati dalla stella che indicava loro il cammino. Il primo miracolo accadde alle tre Vergini che si guardavano dai monti: la Madonna delle Grazie di Castel del Monte, la Madonna della Rocca di Rocca Calascio e la Madonna di Roio. Le tre statue si animarono dal … Continua a leggere 222 – La Madonnina della neve »

A cura di don Ezio Del Favero

221 – Natale 1944

Uno dei tanti “miracoli” di Natale accaduti tra le montagne abruzzesi

L’incenso dal profumo sottile, balsamico, caldo, legnoso, invadente, fumo fragrante, nuvola aromatica… proveniva dai rilievi montagnosi che declinano lungo le coste del Mar Rosso. Aveva il potere di addolcire le amarezze, come vuole il rito, trasformare il dolore e le pene nella sostenibilità dell’essere. L’incenso, quello prescritto a Mosè per i profumi, era utilizzato anche dagli antichi Greci e dagli Egizi, nei loro templi, che … Continua a leggere 221 – Natale 1944 »

A cura di don Ezio Del Favero

220 – L’angelo del sorriso

Solo il bambino sapeva, perché aveva visto in sogno che l’angelo...

In un paese di montagna, un bambino aveva ricevuto in dono un uccellino dalle piume colorate che cantava in modo meraviglioso. Per evitare che volasse via, i suoi lo avevano rinchiuso in una gabbia dorata appesa a una finestra. Il bambino era malato, non poteva camminare e passava molte ore davanti a quella finestra ad ascoltare il canto dell’uccellino e a guardare il paesaggio, specialmente … Continua a leggere 220 – L’angelo del sorriso »

A cura di don Ezio Del Favero

219 – La montagna di rifiuti e il Natale

«Ve ringrazio de core... pé ‘sti presepi che me preparate, ma che li fate a fa? Si poi v’odiate, si de st’amore non capite gnente»

Quella strada, come tante altre in città, era larga pochi metri, ma segnava un confine tra due mondi molto diversi: da una parte palazzine signorili che ostentavano un gran benessere, dall’altra casupole fatiscenti che non ostentavano nulla. Quei due mondi non s’incontravano mai. L’unico punto in comune era la montagna di rifiuti, naturalmente dalla parte delle casupole, la cui immondizia e gli scarti confluivano soprattutto … Continua a leggere 219 – La montagna di rifiuti e il Natale »

A cura di don Ezio Del Favero

218 – Wennam Tongho – Potenza Divina

«Lo straniero è come un fratello che non hai mai incontrato»

Un mattino, un giovane uomo si mise in cammino sui sentieri del Monte Tenakourou, la montagna più alta del Burkina Faso nella parte sud-occidentale del paese. In mezzo al cammino trovò una pietra straordinaria, brillante, la raccolse, la osservò in tutto il suo splendore e poi la gettò via. La pietra, però, come per magia, ritornò al suo posto. L’uomo esclamò: «Wennam Tongho!», «Potenza Divina!». … Continua a leggere 218 – Wennam Tongho – Potenza Divina »

A cura di don Ezio Del Favero

217 – Crow: «Perché sono nero?»

Si possono cercare le ragioni della propria differenza o semplicemente accettarle come particolarità e ricchezze che rendono unici

Presso le Blue Ridge Mountains (USA) i nativi indiani Cherokee raccontavano la storia di Crow (il corvo) che si poneva una domanda per lui esistenziale: «Perché gli altri volatili hanno piumaggi colorati, mentre noi corvi siamo tutti neri?». Trovava quel colore troppo scuro e cupo e pensava di avere una reputazione pessima presso le altre creature, proprio per quel colore. Un giorno decise che era … Continua a leggere 217 – Crow: «Perché sono nero?» »

A cura di don Ezio Del Favero

216 – L’insolita preghiera del Bektashi

«Copri ciò che vedi, non parlare di ciò che non vedi; non aggrapparti a ciò che non è tuo»

Un Bektashi (membro di una confraternita islamica) arrivò un giorno in un villaggio povero aggrappato alle rocce bianche di una montagna dell’Anatolia. Si accovacciò per mendicare vicino al muro della moschea. Da dove veniva, nessuno lo sapeva. In una casa vicina c’era un padre disperato. Suo figlio era afflitto da una languida malattia e si consumava giorno dopo giorno. All’epoca non c’erano medici in quelle … Continua a leggere 216 – L’insolita preghiera del Bektashi »

A cura di don Ezio Del Favero

215 – Il maestro del giardino

Mentre il suo respiro sfiorava il bocciolo, la rosa Anahakan sbocciò tutta rossa, luminosa come la vita.

Era scritto nei vecchi libri: «C’è un giardino in ambiente montano, con un cespuglio di rose Anahakan. Sul cespuglio un giorno fiorirà la generosa rosa, quella che darà al padrone del giardino la giovinezza eterna». Il proprietario del giardino era il re d’Armenia, che ogni primavera accoglieva un nuovo giardiniere, il cui unico compito era curare e prendersi cura del cespuglio di rose. Il giardiniere … Continua a leggere 215 – Il maestro del giardino »

A cura di don Ezio Del Favero

214 – I saggi della città di Chelm

Chelm aveva una particolarità, in quanto era considerata la città con il maggior numero di saggi

Chelm aveva una particolarità, in quanto era considerata la città con il maggior numero di saggi, così saggi che potevano sembrare irragionevoli, o addirittura pazzi, per coloro che possedevano una mente ordinaria. A Chelm, tutte le questioni importanti erano decise dal Gran Consiglio dei Saggi, che si occupava di questioni essenziali come il motivo per cui i cani scodinzolavano, se era meglio lavarsi due volte … Continua a leggere 214 – I saggi della città di Chelm »

A cura di don Ezio Del Favero

213 – Il tesoro sotto i ponti

Il mugnaio sognò che, scavando sotto quel ponte, avrebbe trovato un tesoro inestimabile

Parabola ebraica – Il mugnaio era scontento e lui stesso non sapeva dire perché. Nessuno l’aveva mai visto sorridere, o sentito ridere, poiché nulla gli dava gioia. E ora ebbe questo strano sogno: stava camminando verso sud lungo il fiume dove si trovava il suo mulino e dopo tre giorni di cammino giunse in una città circondata da bastioni. Nel cuore di quella città, sorgeva … Continua a leggere 213 – Il tesoro sotto i ponti »

A cura di don Ezio Del Favero

212 – Il seme dell’Imperatore

«Si può istruire un uomo onesto e coraggioso, ma non si può insegnare l’onestà a un impostore»

Dopo molti anni, l’Imperatore era finalmente riuscito a porre fine alle guerre secolari. Ma l’equilibrio era ancora fragile, l’impero così vasto e i pericoli esterni così minacciosi che non aveva molto tempo per se stesso. Trovava un po’ di pace e tranquillità solo nel suo giardino, dove si prendeva cura personalmente della sua collezione di crisantemi. Un giorno si rese conto di essere diventato vecchio: … Continua a leggere 212 – Il seme dell’Imperatore »

A cura di don Ezio Del Favero

211 – Il santo pastore e i tre monaci

«Al mattino aspetto che sorga il sole, e poi, appena appare, dico:...»

Il santo pastore Un pastore montanaro era sceso dai monti e aveva trovato lavoro in una fattoria presso il paese. Aveva vissuto tutta la sua vita con il gregge in montagna e non sapeva nulla della vita di un cristiano. La domenica il suo padrone lo mandò in chiesa. «E che cosa devo fare, padrone, nella chiesa?», domandò il povero ingenuo. «In chiesa si dice … Continua a leggere 211 – Il santo pastore e i tre monaci »

A cura di don Ezio Del Favero

210 – La grotta delle Fate

«Solo le Fate possono attraversare la crepa che conduce al nostro regno sotterraneo»

Il Brec d’Utelle è una cima rocciosa. Lì si apriva una grotta, alla fine della quale vi era una grande crepa, impossibile da attraversare. Si diceva che oltre quella crepa vivessero delle Fate. Una di quelle Fate, bella come il giorno, stava camminando nei pressi della montagna quando udì una dolce melodia. Incuriosita, si avvicinò e vide un giovane pastore che si stava riposando e … Continua a leggere 210 – La grotta delle Fate »

A cura di don Ezio Del Favero

209 – Il Samurai più forte  

«Il movimento vince il freddo, lo star fermi vince il calore. Chi è calmo e tranquillo diventa la guida del mondo»

Hakuko vinceva tutti i combattimenti. La sua agilità, la sua velocità e la sua arte di schivare gli facevano abbandonare l’elmo, la corazza di cuoio e gli altri elementi dell’equipaggiamento da Samurai per combattere vestito solo con una tunica e dei pantaloni bianchi. Sul campo di battaglia sembrava volare sopra i ranghi dei suoi avversari. Se non per i suoi brillanti occhi grigi, nulla nel … Continua a leggere 209 – Il Samurai più forte   »

A cura di don Ezio Del Favero

208 – I tre diamanti

Una parabola che invita al rispetto reciproco, al dialogo e alla possibile convivenza tra le Grandi religioni

C’era una volta un certo Califfo, tredicesimo discendente del Profeta, che aveva nominato Gran Vizir (primo ministro) un uomo ebreo. Il giorno dopo, tutti i consiglieri della sua corte si riunirono per andare a trovarlo e dirgli: «O Califfo dei Califfi, se vuoi portare la pace nei nostri cuori e sperimentare la sincerità di quello del nostro Gran Vizir, ponigli una sola domanda. Chiedigli quale … Continua a leggere 208 – I tre diamanti »

A cura di don Ezio Del Favero

207 – La conversione del Duca

Il priore invitò alla penitenza, mentre le voci della festa giungevano dal castello

Alto, dalle spalle larghe, dal collo massiccio, dal viso incorniciato da un’abbondante criniera e da un colletto di barba bionda, gli occhi vivaci spalancati e mobili riparati da folte sopracciglia, Bertrand, Duca del Bar, ricordava il leone incoronato che appariva sul suo stemma. Giovane e vigoroso, amava il lusso e i piaceri della vita, la buona cucina e le feste. Amava la guerra, in mancanza … Continua a leggere 207 – La conversione del Duca »